Insonnia e Terapie Digitali

Terapie Digitali per Insonnia
Terapie Digitali per Insonnia

L’Insonnia è un disturbo caratterizzato da difficoltà ad iniziare o mantenere il sonno, o un sonno non ristoratore, che influenza la sensazione soggettiva di benessere, fino a determinare alterazioni diurne di tipo psichico, cognitivo e somatico. Si tratta del disturbo del sonno più frequentemente riportato nella pratica clinica ed uno dei disturbi mentali più diffusi, con una prevalenza che raggiunge il 7% nella popolazione generale.

In base alla sua relazione con il sonno o alla sua durata, l’insonnia viene classificata in forme diverse. Per quanto riguarda la relazione con il sonno:

  • insonnia iniziale : quando è presente una difficoltà nell’addormentarsi,
  • insonnia centrale : quando il sonno non è continuo ed il soggetto è disturbato da continui risvegli,
  • insonnia terminale : quando il risveglio mattutino è precoce.

Per quanto riguarda la sua durata:

  • insonnia occasionale : dura generalmente pochi giorni ed è legata alla presenza di particolari fattori come stati di malattia, ansia, rumori, temperatura ambientale inadeguata, cambiamento di fuso orario ecc.;
  • insonnia transitoria : il soggetto lamenta il disturbo per un periodo che si prolunga fino alle tre settimane;
  • insonnia cronica : il disturbo persiste nel tempo.

Le cause principali dell’insonnia possono essere sia di origine psicologica (come stress, ansia e depressione) che di origine fisica (come malattie o dolori fisici). Anche l’utilizzo di alcuni tipi di farmaci o una cattiva igiene del sonno possono scatenare questo disturbo.
Le cause dell’insonnia possono essere transitorie o di lunga durata: l’importante è riuscire a capire il prima possibile quali siano, per evitare che l’insonnia diventi un problema cronico.
Anche le conseguenze dell’insonnia riguardano sia in fisico che la mente. Gli sbalzi di pressione causati dai frequenti risvegli aumentano il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, oltre a provocare modificazioni del metabolismo e delle funzioni dell’apparato endocrino, con conseguente riduzione delle difese immunitarie. A livello psicologico, invece, l’incapacità di dormire può portare a depressione, attacchi d’ansia e di panico che si ripresentano anche durante la giornata.

La recente pubblicazione delle linee guida europee per la diagnosi e il trattamento dell’Insonnia9 ha introdotto delle raccomandazioni ufficiali per quello che riguarda il processo diagnostico ma soprattutto terapeutico del disturbo. La task force istituita dall’European Sleep Research Society raccomanda che il processo diagnostico sia basato principalmente su un’intervista clinica che prenda in considerazione il ciclo sonno-veglia del paziente, la sua storia del sonno, e alcune domande riguardanti la presenza di disturbi somatici e mentali. La valutazione strumentale dovrebbe comprendere un diario del sonno compilato per 1-2 settimane. Tra i questionari suggeriti dalle linee guida il Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI), per la valutazione della qualità del sonno, L’Insomnia Severity Index (ISI) e lo Sleep Condition Indicator (SCI) per determinare la presenza a la gravità del disturbo da insonnia sono strumenti raccomandati e già validati in lingua italiana10,11,12. La polisonnografia dovrebbe essere utilizzata quando ci sono dei sospetti riguardanti la presenza di altri disturbi del sonno o per approfondimenti, ma non è necessaria per la diagnosi stessa del disturbo.

Il trattamento dell’insonnia prevede innanzitutto la ricerca e l’eventuale eliminazione del fattore scatenante.

Il trattamento dell’insonnia è basato su interventi comportamentali (Terapia Cognitivo Comportamentale, ipnosi, tecniche di rilassamento, altro), terapie farmacologiche e Terapie Digitali (Digital Therapeutics).

La terapia cognitivo-comportamentale dell’Insonnia (CBT-I) viene considerata come il trattamento di prima linea per l’insonnia cronica in soggetti adulti di ogni età. La CBT-I è un intervento multi-componenziale effettuato sia individualmente che in gruppo in diverse sessioni (generalmente da 4 a 8), e che si articola in interventi di psicoeducazione sull’igiene del sonno, tecniche comportamentali (restrizione del sonno e controllo dello stimolo), di rilassamento e di terapia cognitiva la cui efficacia è stata testimoniata in meta-analisi di trial clinici controllati. Il trattamento farmacologico può essere somministrato solo in caso di inefficacia della CBT-I o nel caso in cui questa non possa essere disponibile per il paziente.

Nonostante la CBT-I sia ritenuta il trattamento di prima linea, questa non è facilmente accessibile ai pazienti. Solo una minoranza di essi riceve questo trattamento in Europa, così come in Italia. Nella pratica clinica di tutti i giorni, dall’assistenza sanitaria di base alla realtà dei centri specializzati, l’insonnia cronica viene comunque trattata principalmente attraverso al somministrazione di terapie farmacologiche che, non di rado, vengono assunte dai pazienti per un periodo che va ben oltre quello consigliato. Questo fenomeno non può essere ricondotto unicamente ad una scarsa conoscenza o aderenza degli operatori sanitari rispetto alle linee guida di riferimento, ma deve essere letto come il bisogno di divulgazione di conoscenze specifiche e di formazione di professionisti in grado di erogare la CBT-I e di renderla disponibili sul territorio nazionale. La sfida per il futuro è quella di implementare una robusta rete di clinici che possa trattare tempestivamente questo disturbo, che se sottovalutato o non trattato in maniera adeguata, può portare a conseguenze drammatiche per la salute mentale e fisica dei pazienti gravando ulteriormente sul sistema sanitario nazionale. 

Le linee guida del NICE sulla depressione negli adulti e sulla depressione negli adulti con un problema di salute fisica cronica affermano che, se necessario, si dovrebbero offrire consigli sulla buona igiene del sonno.

Il NICE indica che dopo un consiglio di buona igiene del sonno, un breve ciclo di un farmaco ipnotico dovrebbe essere prescritto solo se la compromissione diurna è grave. Il il trattamento deve essere rivisto dopo 2 settimane e la persona indirizzata alla CBT se i sintomi persistono

La valutazione tecnologica del NICE su Zaleplon, Zolpidem e Zopiclone per il trattamento a breve termine dell’insonnia prevede che la scelta della strategia di gestione dipenda dalla presenza di sintomi.

Interventi non farmacologici come la CBT hanno dimostrato di essere efficaci nel gestire l’insonnia persistente. Tuttavia, nella pratica, l’accesso a molte di queste terapie è limitato da una combinazione di mancanza di operatori qualificati, costi e una scarsa comprensione delle opzioni disponibili.

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